Sant’Erasmo mi porta mia zia Concetta, passata oltre il 27 marzo scorso - Registrazione effettuata il 20/04/10

Questo è stato un anno particolarmente difficile per la mia famiglia: improvvisamente diversi lutti ci hanno colpito in breve tempo e tre mie zie se ne sono andate lassù nel giro di pochi mesi l'una dall'altra. L'ultima in ordine di tempo è stata la sorella di mio padre, zia Concetta, che è passata oltre il 27 marzo scorso dopo aver trascorso alcuni giorni in coma a causa di un ictus. Si, lo so, si dice sempre, quando una persona è morta, che era una persona meravigliosa, ma credetemi, nel caso di zia Concetta era proprio così, senza alcuna retorica. Donne all'antica, con solidi valori morali e religiosi, dedite alla famiglia: ce ne sono pochissime oramai, e mia zia era una di esse, con in più una dolcezza materna che la faceva amare non solo da noi familiari, ma anche da chi aveva avuto la fortuna di conoscerla e frequentarla. Persona semplice, depositaria di un sapere antico che amava esprimere coi suoi detti in dialetto, altruista e generosa, mia zia era soprattutto una "donna d'amore". Non saprei trovare una definizione migliore per lei che, le ultime volte che mi ha vista, mi ha confidato la sua assoluta serenità all'idea che la sua vita stava oramai volgendo verso la sua fase finale. Non temeva in alcun modo la morte perchè la sua profonda fede la sosteneva e le dava la certezza che nell'aldilà avrebbe non solo rivisto le persone care che l'avevano preceduta, ma che lì avrebbe trovato la vera gioia e la vera felicità, anzi, la vera vita. E così è stato, e lei non vedeva l'ora di venire a dirmelo tramite il registratore perchè anche suo figlio (mio cugino Giuseppe) lo sapesse e si consolasse un pò della sua perdita. La mia cara guida ha voluto ancora una volta donarmi la gioia indicibile di poter ricevere un simile messaggio da donare non solo a mio cugino e ai suoi figli che adoravano la nonna, ma a tutti voi che leggete: e anche dopo tante registrazioni è sempre stupefacente per me l'idea di ascoltare la profondità delle parole di una persona cara che mi parla dai territori che stanno oltre la morte per portarci consolazione e squarci di un mondo di "incanto". Ciao, zia!

E’ lì zia ch’entra, di lì aprire!....

SANT'ERASMO

Libro è grande, ci lascia entrà
se giran queste onde:
ce assicurerà il rischio!
Ma il ministro riprende,
lì sa chi hai mostrato.

Si verrà, figlia, è il Re ad assistere
quindi giù aprire, Venezia!

Con bruci ora chilogrammi (indussi, dimme?)
ma l’usci non l’ho stretti e giungo lì.
Costà tu, Fra, ammirai il dì (re),
già lì dire!

Si leva acqua, sopra hai due spie:
due massi le atterrì!

Ah, lingua furba ti verrà lì,
invita allo stadio chi martire fu lì!

E’ lì zia ch’entra, di lì aprire!
Ma m’insiste: “E prende giù Danila?
Qua bisogna gridà!”
Più sta salendo a incanto di coppie!

Dove qua sei in onda, pronta vista
gli cresce da qui su un albero,

figlia e ritrovi là zia!
Ah e dagli un errore su là!


ZIA CONCETTA

Farà lì versi, noi,
si, (av)vertino figlio noi!

Fai verde il lupo, si,
roder se lei ha smesso e le fonassi no!

Si fai c’è na scena su l’Arca:
hai giù, si n’è ver chiar, Troisi,
ci mette i ragazzi fiori.
Puoi giù dà zia!
Età chinava,
e dimena a chi dolori troppi crea,

virtù l’hai e chinati,
voglio detrà(rre) merda lì,
dopo sviene Rubbia,
coi martiri andare po’ su lì.
E noi, s’anema è asciuta,
baciai i vivi,

e non me li baciassi non hai virtù.
Attivi lì gruppi, sorride a tutti,
e si, mieti, le braccia smosciare!
A sé i dischi ne sa di scelta
chi filo conosce, dicci e arriva!
A noi giù risorsa hai,
e or c’ha ali vostra figlia.
Ha martire, mah!, e l’arte e fatti
da là, si do sti raggi, ir, sali e urli:
“Santo!”

E n’ordine era e…qua a’ zi’ esc….






SPIEGAZIONE DEL TESTO

Il libro di cui ci parla Sant'Erasmo è quello della vita: il grande e meraviglioso progetto dell'esistenza messo a punto dal Creatore che si dipana come un grande libro ove tutto è scritto e previsto, anche il fatto che i morti potessero entrare in questo nostro mondo per parlarci. In poche parole è previsto dal libro del Creatore che loro potessero entrare in questo nostro mondo grazie alle onde radio, e, se le faremo "girare" nel modo giusto, saremo anche "assicurati" contro i rischi che derivano a volte da questi contatti. Il santo si definisce "ministro" e mi dice con gioia che finalmente ora, dopo un periodo di fermo dovuto a miei problemi familiari, egli può riprendere i contatti, ed inoltre, mi dice, lui conosce bene coloro i cui volti "metavisivi" ho mostrato al convegno di Reggio Calabria. Mi ricorda che "loro" verranno sempre perchè c'è il Re ad assistere per la riuscita di queste comunicazioni e dunque mi invita ad "aprire" il registratore qui a Venezia, dove vivo. Notate come loro lassù sanno perfettamente tutto di noi quando loro permesso da Dio: egli sa che ho intrapreso una dieta alimentare e così mi fa una battuta: prima mi chiede se è stato lui con le sue sollecitazioni ad indurmi a prendere la decisione di fare una dieta, e poi mi dice che comunque, anche se dimagrirò, lui gli "usci" fra i due mondi non li ha di certo ristretti, li tiene cioè sempre ben larghi per poter continuare a venire giù senza problemi. Mi fa poi un complimento per la relazione che ho tenuto al congresso di Reggio, e mi dice che ha ammirato quanto ho detto. Poi cambia discorso e riferendosi a quelle due povere ragazzine che sono morte travolte dai massi sulla spiaggia di Ventotene qualche giorno fa, mi ricorda che tutto ciò è accaduto perchè l'acqua "si leva", si solleva (quasi ribellandosi all'uomo), e agisce in maniera pericolosa per noi uomini per via della gestione sconsiderata del territorio che ci sta portando alla rovina. Mi predice che imparerò a parlare in maniera sempre più consona di ciò che concerne la vita dopo la morte e poi pare quasi fare una battuta dicendo che lui, che qui sulla terra fu martire, invita tanta gente ad ascoltare questi argomenti da riempire uno stadio. Poi mi dice finalmente le parole che attendevo: c'è la zia che sta per entrare dopo di lui, devo aprire (in senso metaforico, ovvio), e siccome ultimamente non ho potuto dedicarmi alle registrazioni per motivi familiari che mi hanno tenuta molto impegnata, pare che la zia, impaziente di comunicarci il suo stupore di ritrovarsi viva in un mondo meraviglioso, insista con Sant'Erasmo, pare quasi che chieda, visto che io tardo a contattarla, a voler comunicare con Danila (Danila Desideri, la moglie di Virgilio, loro sono stati i miei maestri per quel che riguarda la metafonia). Insomma zia era proprio impaziente di comunicarci la sua meraviglia, e pare non ce la faccia ad aspettarmi perchè, dice, "qua bisogna gridà" le meraviglie che ora lei conosce. E intanto, dice Sant'Erasmo, lei sta salendo all'incanto che attende le coppie che si sono amate sulla terra, e con ciò il santo mi fa capire che lei è in compagnia di suo marito, deceduto diversi anni prima e che pareva aspettarla con ansia. Il santo, con la bella immagine dell'albero che cresce lassù pronta vista, mi ricorda che con queste onde davvero è come piantare degli alberi i cui frutti raccoglieremo poi un giorno lassù: i loro messaggi, infatti, mettono ogni giorno semi in sempre più cuori e ciò è un fatto di cui tanti mi danno testimonianza. Inoltre, egli dice, oltre a ciò ritrovo mia zia come un bellissimo dono che proprio queste benedette onde ci lasciano. Il santo mi saluta facendomi presente che ogni volta che registro e decifro i messaggi ho la possibilità di liberarmi da un mio peccato, un mio "errore" come lo chiama lui, per cui mi invita a darne un altro anche alla mia zia che lo "prende" in cambio del mio impegno per decifrare la sua registrazione.
La zia Concetta esordisce quasi con stupore avvertendoci che ora farà dei versi per noi (si meraviglia anche del tipo di linguaggio che ora può utilizzare senza alcun problema di comprensione) e mi prega di avvertire il "loro" figlio che lei è venuta, mio cugino Giuseppe, e parlando al plurale mi fa capire che con lei, silenzioso, c'è anche suo marito nonchè mio zio. Mi invita a rendere verde di rabbia colui che altre volte mi è stato indicato come "il lupo", l'entità negativa per eccellenza che, dopo aver cercato di intralciare il mio convegno di Reggio Calabria (vedi registrazione precedente), ora si rode nel dubbio e nella vana speranza che io abbandoni le registrazioni e che la zia non mi avrebbe quindi "fonato" ovvero non sarebbe venuta a registrare. Poi, sorprendentemente, zia mi fa intravedere una scenetta cui lei stessa pare stia assistendo, è una scenetta che ha per argomento l'arca di Noè e per protagonista Massimo Troisi (mi sono poi ricordata che effettivamente quando lui faceva parte della "Smorfia" questa scenetta l'aveva effettivamente fatta con Lello Arena nei panni di Noè). Forse alla zia piaceva questo attore e ce lo ha voluto ricordare. Poi ella dice che i ragazzi lassù mettono fiori per questo attore, probabilmente in segno di ammirazione. Zia mi conferma che posso diffondere le sue parole, posso trasmetterle, quindi mi conferma che ha il permesso di Dio per parlarci. Ci ricorda che ella è passata oltre quando oramai l'età già la rendeva china e la "dimenava" per i dolori che le creava, per cui pare contenta ora che tutti questi dolori sono svaniti, poi mi dice che ho la "virtù" per comunicare con loro e che per questo devo chinarmi dinanzi all'Altissimo per ringraziarlo per questo dono immenso, e poi, con un'espressione un pò colorita che già altre volte è stat usata da loro lassù, la zia mi dice che lei, con il suo messaggio dall'aldilà vorrebbe togliere un pò di marciume da questo mondo corrotto e materialista, e nel dire ciò si rende conto anche che gli scienziati (che lei identifica con il preciso nome di Rubbia, noto scienziato premio Nobel per la fisica), dinanzi alla realtà della metafonia, addirittura si sentiranno"svenire" anche se in senso metaforico, in quanto essa contraddice tutte le loro belle teorie finora costruite ed accettate. Ella ci dice che poi andrà su coi martiri, ossia potrà andare in Paradiso, e ciò consola molto tutti noi come potete immaginare. Poi, quasi a voler dare un'ulteriore prova della sua identità, ella dice qualcosa in dialetto napoletano: dice che ella, quando la sua anima uscì dal corpo dopo la morte, si è soffermata per un pò per baciare tutti coloro che erano intorno al suo capezzale, e poi, rivolgendosi a me, mi dice che non avrei alcuna virtù se ora non glieli ribaciassi tutti (cioè devo portare a loro di nuovo i suoi baci). Poi mi spinge ad attivare gruppi di persone che si interessino di diffondere i messaggi, di farlo perchè Dio sorride a tutti coloro che credono ed hanno la speranza della vita eterna, mi dice di "smosciare"e braccia, di darmi da fare e così "mieterò" un bel raccolto. Riferendosi poi a Sant'Erasmo, dice che è lui a scegliere quali testi incidere sui miei nastri (spesso chiamati "dischi") e che basta chiamarlo e lui arriva sempre. Mi rammenta che ho in loro una grande risorsa e poi mi dice che quella bambina che persi al sesto mese di gravidanza prima della nascita del mio secondo figlio, ora ha delle ali, è un angioletto: lei l'ha quindi vista. Dice poi che il martire c'ha sia l'arte per costruire i messaggi sul rovescio del nastro che i fatti da narrarci per darci insegnamenti, e che se lei ci ha potuto dare questo messaggio grazie ai raggi che gli angeli mettono a disposizione per comunicare con noi, dobbiamo salire idealmente in alto e per ringraziare urlare "Santo" a Colui che lo permette. Poi mi lascia dicendomi che ora ha ricevuto l'ordine di chiudere e con un'altra espressione dialettale mi dice che la zia, dunque, esce.

COMMENTO

Commozione, stupore, gratitudine, meraviglia: chi più ne ha più ne metta. Ho trovato questa lunga registrazione semplicemente perfetta, ricca di tanti spunti di riflessione ma anche di amore e desiderio di rassicurazione. Vedete come la metafonia possa essere una vera e propria terapia per coloro che soffrono un lutto? Vedete come l'amore si confermi l'unica strada possibile per intraprendere certi viaggi dell'anima? Per sconfinare oltre il visibile, il sensibile, la paura e il dolore? Già in queste comunicazioni possiamo cogliere, concreto, il senso del superamento dell'umano dolore, dell'umano sentire, del passaggio ad un livello superiore a noi misconosciuto nel quale intuiamo quella infinita potenza dell'amore che vanifica ogni sofferenza ed ogni lacrima, sciogliendole nella Luce divina che è perfezione e pace, quella vera.

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