Sant'Erasmo mi rassicura della sua vicinanza e mi invita a sperimentare nuovi metodi di comunicazione - la zia di una mia lettrice, Edoarda, viene a donare alla nipote consolazione e consigli - 16/05/2011

Tante volte mi sono chiesta se davvero Sant'Erasmo mi è "fisicamente" vicino quando registro, e in questa sua registrazione egli mi conferma che lui proprio viene vicino a me, anche se, ovviamente, io non posso vederlo coi miei occhi. Mi invita a sperimentare altre tecniche per cercare di avere contatti con loro lassù più rapidi e semplici (vedremo). E ci dona anche un'immagine di se stesso "umile": si definisce un semplice "giullare" che può aprirci le porte dell'altro mondo, anche se un giullare i cui "vestiti" (ossia la sua luce, dovuta all'alto grado di evoluzione raggiunta) ci incanterebbero, se solo potessimo vederli (altro che giullare, io credo che Sant'Erasmo abbia voluto vestirsi di umiltà, credo che invece sia un grandissimo spirito al cospetto di Dio). La zia di Denise, una mia lettrice, sembra più interessata a dare conforto e incoraggiamento a sua nipote, invitandola a provare a fare metafonia, e informandola che le sono concessi i permessi per farlo. Particolare e raro il fatto che dice due parole in inglese che, per la verità, mi hanno fatto un pò impazzire per comprenderle: non mi aspettavo termini in inglese. Edoarda si mostra piena di entusiasmo e ci tiene a spingere sua nipote a credere in Gesù, unico artefice di questo miracolo costituito da queste splendide comunicazioni, piene di speranza e di luce.

Ah, mò te conosci l'ignaro....

SANT'ERASMO

Tu m’hai presente, lì vicino vò!
E già qua andavi, giù incontra lì!
Ah, mò te conosci l’ignaro,
giù tu sperimenti,
là sul mare, già a Venezia, avrai più cari.
Più in alto Cieli vi aprì
(dai vestiti vi incanterà)
figlia, di lì uno giullare.
Così è: libero uscite in qua.
Oh, figli, va forte, dai, Piero!
Son fortunati, in questa famiglia.
Cò spade è ferite:
chi non lo scopre?
Tiro lì fila, presi il mare,
e là apriti qua!

 


EDOARDA

Dagli là frase: per i sogni hai!
Suonai: parole a tre!
Speravi, dà Verbo voce,
le rose a Re voglio!
E noi giù: fa il Re noi qua avere le porte,
regalerà, smetti!
Dai! Cieli ti fa salire: sorridere!
Do qua, si, importante:
le truppe allertate laggiù!
Gridano a cavallo i barbari lì,
sole l’avete, lì ve nutre!
C’hai lì, difende giù:
non noti me?
Sire, Egli, vi distrae,
e Re ora dimostrò:
te qua dici vuò casa?
Re dà “everybody”.
Frà, ti dà mente, trovala,
dai, come in!

Eh si, ah, può,
per fà, si, qui era imparare.
Tolsi penna,
a lei l’abbraccio e Sire mirà!
E giù che dessero un po’,
che la zia crea accesso, fà e dà!

 

 

 

 

 

SPIEGAZIONE DEL TESTO

Si, mi dice Sant'Erasmo, tu mi hai proprio presente quando registri perchè io vengo lì vicino a te. Il sito incontra l'interesse di tante persone, dunque ve bene. E ora che conosco "l'ignaro", ciò che non è conosciuto razionalmente dall'uomo, ossia il fatto che esiste l'Aldilà, devo sperimentare altri metodi di comunicazione con l'Oltre che siano più rapidi e portarmi qui, a Venezia, sul mare dove vivo, più cari che mi vengono richiesti (sarebbe davvero necessario, viste le troppe richieste che ricevo). Lui, che si definisce un "giullare" dagli incantevoli vestiti (si riferisce alla sua luce di cui è rivestito, direttamente proporzionale all'evoluzione della sua 'anima), ci aprì il livello più alto dell'Aldilà, quel Paradiso in cui sta, e ciò perchè il suo compito è proprio quello di liberare quelle uscite dell'Aldilà che permettono a noi di comunicare con loro. Informa noi familiari che Piero lassù evolve velocemente, che "va forte" (quante volte chiedo a Sant'Erasmo a che livello si trova Piero!). Dice che in questa famiglia siamo fortunati ed il perchè credo che stia nel fatto che ci è stata concessa la grande grazia di poter comunicare coi nostri cari lassù. L'insegnamento breve finale ci dice che là dove si usano le spade ci sono come minimo delle ferite: chi non lo scopre a proprie spese, poi? Là dove ci sono armi c'è male e dolore. Tira le fila riprendendo il suo mare di onde e invitando tutti (non solo me) ad aprirci alla sua realtà soprannaturale.
Edoarda mi chiede di dare subito una frase a sua nipote: lei già ha avuto dei segni attraverso i sogni. Ora Edoarda ha "suonato" il campanello del mio registratore e così può dirle parole in grande quantità ("a tre" è un loro modo per dire "tanto"). Lei sa che Denise sperava che Gesù le concedesse la voce di sua zia e ora che ciò è accaduto Edoarda pretende che sua nipote porti delle rose a Gesù in segno di ringraziamento. Sono proprio loro quaggiù, è il Signore che dà loro le porte attraverso le quali possono passare; dice che il Signore le regalerà ancora, che dunque la smetta con il pessimismo. I Cieli la faranno "salire" (le è permesso fare metafonia), che sorrida, dunque! Dà un consiglio importante: chiede di "allertare" le truppe quaggiù contro satana, contro il male, è importante. I "barbari" gridano dai loro cavalli (l'immagine prefigura come un'invasione da parte del male, o forse di una cultura cieca e grettamente materialista che trascina in basso tante anime), ma noi attraverso queste comunicazioni abbiamo "il sole", la Verità, che nutre le nostre anime, dunque non abbiamo nulla da temere. Denise ha chi la difende quaggiù, non nota forse la zia che le è spesso accanto?. Il Signore, con queste comunicazioni, ci distrae dalla tristezza di questo mondo, e ha anche dimostrato che, se una persona desidera avere un posto nel Suo Regno, un giorno, Egli accoglie tutti (everybody), non fa alcuna distinzione, ma bisogna dirGli si, dire si a ciò che ci chiede. Edoarda, rivolgendosi a me, mi dice che il Signore mi dà "mente", ovvero la capacità di capire sempre meglio sia il loro linguaggio che il senso dei loro insegnamenti, e dunque, dice, "come in", entra! Conferma che Denise può fare metafonia, deve solo imparare. Alla fine la zia toglie la penna, ossia se ne va, manda un abbraccio a Denise e l'invita a guardare sempre all'insegnamento di Cristo. La invita a donare anche agli altri tramite la metafonia, lei le assicura che le creerà un accesso speciale per l'Oltre, che dunque faccia e doni anche agli altri.

COMMENTO

Quando trovano persone che, secondo il loro giudizio, potrebbero dare impegno e passione alla metafonia, loro lassù insistono senza mezzi termini. E' troppo importante che sempre più persone si dedichino a questa "attività", sia per sminuire sempre più gli argomenti assurdi degli scettici, sia per diffondere sempre più la realtà della vita dopo la morte e gli insegnamenti che ci donano a piene mani. Probabilmente zia Edoarda ha desiderio di dare il suo contributo a questo incredibile e grande progetto del Cielo che ha lo scopo di pacificare le anime e donarci la nostra vera essenza, nella consapevolezza che nessuno muore mai, che siamo eterni, e dunque dobbiamo considerare la vita terrena sotto un'ottica meno egoista e materialista.

image