Si presentano Marisa, sorella di Elena, e Mauro, il papà di Alessandra: dolcezza e decisione - 06/10/2011

Marisa è la sorella di una mia lettrice che attende da tanto un contatto con lei. Passata oltre per una grave malattia durante la quale era stata assistita proprio da Elena, Marisa dedica parole di grande amore a sua sorella, sottolineando con forza il fatto che quel legame fraterno non si è certo spezzato solo perchè lei è "morta", ma continua a vibrare nei loro cuori come e più di prima. Ho già detto tante altre volte che i legami di amore che ci hanno stretti in vita ai nostri cari trapassati diventano ancora più vivi a sentiti da loro lassù, quell'amore è come moltiplicato ed acuito dalla nuova esperienza che la nostra anima si trova a vivere svincolata dal proprio corpo terreno. Sant'Erasmo ci regala una confortante previsione per la nostra Italia che sta attraversando uno dei periodi più difficili e umilianti della sua storia e ci spinge ad avere speranza per il futuro: lassù tutti pregano per la nostra nazione. Subito dopo si è presentato Piero per un breve messaggio.
Mauro è il papà della giovane Alessandra, anche lei in attesa da tempo di avere questo sospirato contatto. Mauro assicura la sua assistenza spirituale a sua figlia e la esorta a condividere con gli altri parenti la notizia che egli gli porta col suo messaggio: egli è vivo. Dev'essere stato comunque un uomo forte, deciso, visto che alla fine dice a sua figlia che lui è ancora una "tigre", e con questo termine egli ci dice tutto del suo carattere e del suo modo di essere, anche ora lassù.

Su Italia dì: è la loro preghiera!...

MARISA

Messaggio ne ha sognato!
E’ carina e va labbra,
c’è regalo giù poi:
c’è Piero, si, l’è qua!
Eh, si, c’è norma,
se là studi norma sole n’hai cò te!
C’è qui una guida: ciò emerga là!
C’era qui noi: siamo mò diretti giù!
Io “eroina” ti chiamerò,
cieli può, c’è là più parole!
Facile che piangerà:
è qui, deh, ma sorelle!
Rassegnai su, spiraglio non aveva!
E stai a vedè morte con la giusta misura!

 


SANT'ERASMO

Poi lì v’è giù un cambio in Italia!
C’avete mò in là sperà giù, milady!
Su Italia dì: è la loro preghiera!

 


PIERO

T’è Pierì! E avrei dati per dare.
Qui c’era sorpresa,
forza, crede, elevare bellezza!

Oh, Dio ne aggrappa: ha mira Sire!
E voi lì mare agitate:
d’onde fanno qua a siti!

De là chiesto e venire qua!

 


 

MAURO

E Re va fuori!
C’hai lettera,
Signore dà conferma:
ce stava in core papà!
Ah lì si ride: ti va? Gioco là:
oh, signora, so qua!
Ohi, origlia, là stanno avendo!
E va in giù il dottore in ombra,
stanno lì in guardia,
qui già c’ha doni, invia:
arriva e veglia!
Vieni lì, studi, e dico: cd là!
L’oro, ah, mò tu c’hai lì:
sprizza giù mò la fede!
Ne hai lì in piatto!
N’hai di qua, nave è già lì,
mamma subito lingua si apre
che è lì, Mauro qua!
Porti colà notizie che t’ho dato:
ora sai di qua!

Lo sai là che una tigre so’!

 

 







 

SPIEGAZIONE DEL TESTO

Marisa sa che sua sorella aveva tra i suoi sogni quello di poter ricevere questo suo messaggio. Fa un complimento ad Elena dicendole che è carina e le manda le sue "labbra" per mandarle un bacio, poi dice a me che dopo ci sarà anche Piero, un regalo a sorpresa per me. Si, è vero, dice Marisa, ci sono le giuste norme per vivere una giusta vita in Dio (Scritture e Vangelo), e se si studiano queste "norme", sarà come avere sempre il sole della Verità con sè. Poi conferma che lassù c'è la guida di Sant'Erasmo che permette queste comunicazioni e vuole che questa verità emerga con chiarezza. Conferma anche c'erano proprio loro, i morti, dall'altra parte del "filo" che ci fa comunicare, e dice che ora loro sono diretti quaggiù per portarci aiuto nella comprensione della nostra vera essenza e natura. Chiamerà "eroina" sua sorella per tutto ciò che ha fatto e sta ancora facendo per lei, il cielo può tutto e lei avrebbe ancora più parole da dirle. Sa che è facile che Elena piangerà a questo suo messaggio, e anche se lei è lassù, restano sempre sorelle. Marisa dice che alla fine della sua malattia lei si era rassegnata perchè sapeva di non avere più spiragli di speranza dinanzi a sè. Saluta Elena con un'importante raccomandazione: quella di guardare alla morte con la "giusta misura", ossia non considerarla la fine di tutto, ma l'inizio di una nuova forma di esistenza del proprio essere.
Sant'Erasmo ci porta un breve messaggio di speranza per tutti noi italiani: ci ribadisce (aveva già detto queste cose qualche registrazione fa) che in Italia ci sarà un cambiamento positivo, che possiamo sperare, e lo dice anche a me chiamandomi "milady"; lassù le loro preghiere sono per l'Italia, speriamo quindi che le cose si raddrizzino presto su tutti i fronti.
Piero, a sorpresa, fa capolino in questa registrazione, mi dice che c'è Pierì (un modo scherzoso che avevo di chiamarlo) e che ha dei dati da dare, delle cose da dire. Era una sorpresa per me il suo intervento. Esorta a credere in questi messaggi, ad avere fede nella loro bellezza perchè la bellezza, afferma, eleva lo spirito. Dio ne afferra tante di anime che "lavorino" per Lui perchè ha degli scopi precisi in questo suo progetto. Poi mi chiede di "agitare" il mare, ossia di far rumore con queste registrazioni, di agitare le acque quiete dell'indifferenza di tanti, già si fa con queste "onde" che lassù ci mandano, possiamo fare dei veri e propri "marosi" con le onde che da lassù ci mandano attraverso il registratore. Mi saluta dicendo che lui sa che in cuor mio lo avevo richiesto per poterlo risentire, ed ecco che lui è venuto. Conoscono anche i nostri più segreti desideri.
Mauro inizia dicendo che con queste registrazioni è come se il Re si palesasse, "uscisse fuori". C'è una lettera dal cielo per Alessandra e glielo conferma il Signore stesso, è proprio vero; sa che nel cuore di Alessandra ci stava sempre lui, il papà. Ora però vuole farla ridere e le chiede se le va, ora lui giocherà un pò con me e, facendo finta di star giocando a nascondino, mi chiama dicendo "signora, sono qua!". E' uno scherzo legato al fatto che loro spesso, quando vengono a registrare, dicono di essere qui con me, nella stanza, ma sanno che io non li vedo e allora Mauro gioca a nascondino sapendo bene che io non vincerò mai con loro che sono del tutto invisibili ai miei occhi. Mi chiede di "origliare" che sua figlia ora sta avendo il messaggio che aspettava. Il "dottore", ossia Sant'Erasmo fa visita anche a sua figlia, in "ombra", ossia in spirito e le dice che stanno in guardia su di lei, le mandano già dei doni, Sant'Erasmo stesso arriva e veglia su di lei. La invita a fare metafonia, le dice di studiare le tecniche e le metodiche e le promette un "cd", ossia delle registrazioni. Le dice che con questo messaggio e queste verità, lei ha "oro" e la invita a "sprizzare" fede (una bella immagine per invitarla a diffonderla anche agli altri). Ne ha di cose belle pronte nel piatto, Alessandra, e da lassù ne ha aiuti e la "nave" che li conduce sul piano terrestre è già lì anche per lei. Le chiede di parlare subito con la mamma di questo messaggio, di dirle che è proprio Mauro da lassù in visita e di portare a tutti le notizie che le ha dato, il fatto che ora lei sa che l'Aldilà è reale, che esiste davvero. Saluta ricordandole che lui è sempre "una tigre" indomita, anche lassù.

COMMENTO

Colpisce la dolcezza di Marisa, la sua serena accettazione del suo destino e il proclamarsi sempre "sorella" di Elena anche oltre la morte che, però, come ella stessa dice, va considerata con la giusta misura. Qual'è questa giusta misura? Chi legge questo sito da un pò lo sa benissimo: la morte non è qull'orrido nero e vuoto in cui cadremo tutti prima o poi, non è l'annullamento del Sè, dei ricordi, dell'amore dato e ricevuto, la fine senza più inizio, quella, insomma, che ci insegna questo mondo folle e consumista in cui stiamo vivendo. No. La morte è un passaggio di dimensione, di stato, di esperienza. E' un nuovo inizio, proprio come quello della farfalla che esce dal bozzolo in cui si è sviluppata per esprimere tutta la sua bellezza. La giusta misura è quella che porta pace al nostro cuore, risposte alle nostre domande, speranza al nostro sgomento. E Marisa ha espresso come pochi prima di lei un concetto così bello e pregnante per tutti noi. Mauro ci lascia la sensazione di un uomo forte e deciso, che non tentenna, allegro e solare. E la sua gioia di poter dire a sua figlia "sono ancora vivo" è contagiosa, e quasi ci fa sentire familiare quel suo essere giocoso, dietro il quale, però, c'è sempre l'indice che addita la fede e il Signore come la strada sicura su cui incamminarsi. Alessandra ha ricevuto davvero oro dal suo papà.

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