scopritori della metafonia

I primi segnali da un'altra dimensione

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la metafonia non è affatto un fenomeno recente e possiamo senz'altro affermare che essa è nata nel momento in cui l'uomo ha scoperto l'esistenza delle onde radio. Infatti furono personaggi esimi, al di sopra di qualunque sospetto di ciarlataneria, quali Guglielmo Marconi e Thomas Edison, a rendersi conto, per primi, dell'esistenza delle cosiddette "voci anomale" che si presentavano durante alcune normali trasmissioni radio. 
Già nel 1934, durante una tipica seduta spiritica condotta da una medium abbastanza conosciuta all'epoca, Bice Valbonesi, alla presenza del presidente della Società Italiana Studi Psicofonici, l'ingegner Lorenzo Mancini, si presentò una entità che sosteneva di essere uno scienziato e predisse che «negli anni a venire sarebbe stato scoperto nel campo dell'elettromagnetismo, qualcosa che avrebbe consentito di parlare coi defunti in maniera diretta». 
Poi, nel 1952, nel laboratorio di Fisica dell'Università Sacro Cuore di Milano, il rettore e fondatore della stessa università, padre Agostino Gemelli, e il suo amico e collaboratore padre Pellegrino Ernetti, si trovarono di fronte al fenomeno mentre stavano registrando dei canti gregoriani. Padre Gemelli udì, improvvisamente, sul nastro, la voce di suo padre che lo chiamava con il soprannome che aveva da bambino e che nessuno conosceva, e che gli diceva "Zucchini, è chiaro, non sai che sono io?". Il padre restò molto perplesso, non sapendo darsi una spiegazione, anche per gli insegnamenti cattolici riguardo alla possibilità di contatto con i morti. I due preti decisero di recarsi a Roma per parlarne con l'allora papa Pio XII. Il papa stesso li rassicurò dicendo loro: "Caro padre Gemelli, non ha davvero nessun motivo di preoccuparsi. L'esistenza di queste voci è un fatto rigorosamente scientifico e non ha nulla a che vedere con lo spiritismo. Il registratore è totalmente obiettivo. Riceve e registra solo le onde sonore da qualunque posto esse provengano. Questo esperimento potrebbe divenire la pietra angolare di un edificio per gli studi scientifici che rafforzerà la fede della gente nell'Aldilà".

L'inizio della vera ricerca

Ma colui che diede ufficialmente inizio alla ricerca metafonica in tutto il mondo fu il regista documentaristico svedeseFriedrich Jürgenson. Il 12 giugno 1959, nella campagna di Stoccolma, in Svezia, egli aveva collocato alcuni registratori con lo scopo di registrare alcune voci di uccelli notturni che gli occorrevano per un suo documentario. Fu grandissima la sorpresa, il giorno dopo, quando, riascoltando il registrato, egli udì chiaramente la voce della sua mamma defunta che lo chiamava. Da allora Jurgenson si dedicò strenuamente alla ricerca metafonica giungendo a raccogliere migliaia di voci di defunti conosciuti da lui stesso ma anche molte altre da persone defunte che gli erano totalmente sconosciute. Qualche tempo dopo conobbe Konstantin Raudive, romanziere e filosofo lettone, che non fu convinto subito dalle tesi di Jürgenson ma che poi, dopo aver sperimentato in prima persona, fu talmente convinto dalla realtà delle voci che divenne uno dei più grandi studiosi del fenomeno, giungendo, alla fine della sua vita, a raccogliere ed analizzare ben 80000 voci. Scrisse anche due libri sul fenomeno: "Voci dall'aldilà" e "Sopravviviamo dopo la morte?". Da allora i ricercatori, in tutto il mondo, sono aumentati in maniera esponenziale ed oggi la metafonia si sta evolvendo in forme di "Transcomunicazione strumentale" sempre più complesse e che prevedono l'uso di tecnologie digitali, televisori, computer, fax e stampanti. Per citare alcuni dei più impoirtanti ricercatori dei nostri giorni, vorrei citare Marcello Bacci, di Grosseto, che da anni riceve voci estremamente chiare utilizzando una vecchia radio a valvole e che ha partecipato con successo ad un interessante esperimento condotto da un team di studiosi americani; i coniugi Desideri di cui ho già ampiamente parlato nella home page del sito; Sarah Estep, fondatrice dell'Associazione Americana Voci Elettroniche; Sonia Rinaldi, una importante ricercatrice brasiliana.
Ovviamente è impossibile citarli tutti, ma se volete approfondire il tipo di lavoro svolto dai ricercatori che ho citato, scaricatevi gratuitamente una copia del mio libro "La scienza che ha dimostrato l'aldilà": troverete schede di approfondimento sul loro prezioso lavoro. 

Il futuro della ricerca di un contatto sempre più a portata di mano

Il dr. Gary Schwartz sostiene da sempre, e con convinzione scientifica, l'ipotesi che la coscienza di una persona sopravvive alla morte fisica. Egli è un professore di psicologia, medicina, neurologia, psichiatria, e chirurgia presso l'Università dell'Arizona ed è, inoltre, direttore del Laboratorio di studi sulla Coscienza e sulla Salute. E’ probabilmente più noto, in tutto il mondo, per gli esperimenti condotti sotto stretto controllo scientifico sui medium e sulle loro comunicazioni con i defunti. Il suo maggiore campo di ricerca negli ultimi dieci anni è stato quello della parapsicologia, ed in particolare lo studio scientifico della vita dopo la morte, dello spirito e di altri fenomeni psichici. E’ autore o coautore di più di 450 lavori scientifici, di cui 6 sono stati pubblicati sull’importatissima rivista Science. È membro della American Psychological Society e della Society of Behavioral Medicine. Tra i suoi lavori più conosciuti e tradotti in tutto il mondo ricordo "La prova scientifica dell’esistenza dello Spirito" ed "Esperimenti sull’Aldilà". Il suo ultimo libro si chiama "The Sacred Promise" (La sacra promessa) e si riferisce al “patto” che gli spiriti dell’Aldilà hanno stretto con questi ricercatori concernente il fatto che un giorno da lassù ci daranno un contributo fondamentale nella messa a punto di uno strumento che permetterà a chiunque di noi di colloquiare con i nostri cari trapassati, proprio come se avessimo un telefono capace di mettere in collegamento di due mondi, quello dei viventi e quello dei cosiddetti defunti. Il dottor Schwarz parla di “soul phone”, appunto, il telefono dell’anima, strumento a cui sta lavorando con la sua equipe, e pensa che saranno le scoperte nel campo della fisica quantistica a portarci verso questo traguardo che oggi ci appare poco più di un sogno. Ma se cent’anni fa ci avessero detto che oggi avremmo avuto tutti noi in tasca uno strumento come lo smartphone chi ci avrebbe creduto? Gary Schwartz, nei suoi best seller condivide con serietà e competenza le prove di laboratorio che attestano senza dubbio l'esistenza dello spirito. Insomma, dal suo lavoro ci appare prossima una nuova grande frontiera da oltrepassare grazie ai progressi della fisica e della ricerca nel campo della spiritualità. 


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