Vorrei portare alla vostra conoscenza il parere sui contatti con l'Aldila di tre famosi sacerdoti cattolici (famosi nell'ambito della ricerca metafisica). Con i loro studi ed i loro preziosi contributi, purtroppo non conosciuti da tanti lettori, possono illuminare i dubbi di tanti di noi, dubbi spesso dovuti a preconcetti, errate interpretazioni bibliche e pregiudizi che, ad una più approfondita analisi, non hanno oggi alcuna ragion d'essere.

Padre Johannes Greber fu autore del libro "La Comunicazione col Mondo degli Spiriti (di Dio) le sue leggi ed il suo scopo—esperienze personali di un sacerdote cattolico" . Vi riporto qui un brano tratto da questo libro:

"In questa battaglia contro lo spiritismo, le Chiese combattono in prima linea. Questo è davvero difficile da spiegare, perchè queste stesse Chiese insegnano che esse hanno ricevuto le loro verità religiose attraverso la comunicazione con il mondo dello spirito. Ebraismo e Cristianesimo si basano sulla testimonianza del Vecchio e del Nuovo Testamento, e quindi si basano interamente su comunicazioni ricevute dal mondo dello Spirito, sullo “spiritismo” appunto, e fra tutte le opere prodotte dello spiritismo la più grande è proprio la Bibbia. Ad ogni passo, nelle Scritture, leggiamo della comunicazione tra il mondo dello spirito e il nostro.

Le Chiese quindi non sono in grado di negare la comunicazione con il mondo dello spirito che è riportato nella Bibbia, a meno che essi non siano disposti a segare il ramo su cui essi stessi sono seduti. Essi cercano di difendere la loro battaglia contro lo spiritismo affermando che i tentativi di comunicare con il mondo di spirito sono vietati dalla Bibbia, citando l'ingiunzione del Deuteronomio: "non devi interrogare i morti."

Ma che cosa intende la Bibbia quando dice "interrogare i morti"?. Quando la Bibbia parla dei "morti", non si riferisce a quegli spiriti che si sono separati dal proprio corpo mortale ma a coloro che sono "spiritualmente" morti. "Morte", secondo le Scritture, è la separazione dello spirito da Dio. "Morti"sono pertanto coloro che sono stati separati da Dio a causa della loro incredulità e del loro rifiuto di Dio. Essi sono gli spiriti delle tenebre. Il "Regno dei morti" è il Regno di Lucifero, il Regno degli avversari di Dio, Regno di menzogne e disastri.

Secondo le scritture c'è un Regno dei "morti" e un Regno dei "viventi". È’ in nostro potere comunicare con gli spiriti in uno di questi regni. Possiamo cercare consiglio tra coloro che sono"spiritualmente morti", nel qual caso vorrebbe dire consultare gli spiriti maligni, o, come la Bibbia vieta,“domandare a coloro che sono spiritualmente morti”, oppure, possiamo cercare consiglio tra gli spiriti  “viventi” dell'aldilà, che significa domandare al mondo degli spiriti buoni, o, come la Bibbia afferma,: “domandare a Dio”.

Cercare consiglio dai "morti", cioè, dal mondo degli spiriti separati da Dio, sarebbe il più grande affronto possibile a Dio. Esso sarebbe idolatria, che consiste, appunto, nel comunicare con gli spiriti maligni. I negromanti dell’antichità, era cosa risaputa, si rivolgevano, consapevolmente e deliberatamente, alle potenze delle tenebre, ai demoni. Da qui dunque il comando severo di Dio, espresso nel Vecchio Testamento,di eliminare i negromanti fra il popolo. C'è, quindi, soltanto un genere ben definito della comunicazione con gli spiriti che le Scritture proibiscono, vale a dire: comunicazione con gli spiriti del male.

D'altra parte è il dovere dell'umanità cercare la comunione con Dio e con il mondo di spiriti buoni. "Quando qualcuno ti dice di consultare 'negromanti', chiedi a costui se un popolo non dovrebbe piuttosto consultare il loro Dio. Perché si dovrebbe consultare gli spiriti morti invece di quelli viventi?" (Isaia 08.19) –

"Mi chiedono le cose a venire!" (Isaia 45:11)

L'invito di "domandare di Dio" è stato accolto con entusiasmo dai fedeli di tutte le età. Tra gli Israeliti era una questione quotidiana quella di “chiedere a Dio”.  "Tutti coloro che vogliono chiedere al Signore si rechino al tabernacolo della Congregazione". (Esodo 33:7) Dio ha dato la sue risposte in un’infinita di modi. I messaggeri del Suo spirito erano in costante contatto con i fedeli. Troviamo riferimenti a loro in tutto il Vecchio e il Nuovo Testamento. Se, pertanto, noi, come fedeli servitori di Dio, o, almeno, come onesti richiedenti della verità, tentiamo di entrare in contatto con il mondo degli spiriti buoni, non stiamo commettendo alcun peccato, ma piuttosto stiamo obbedendo ad uno dei comandamenti di Dio. E' un importante comandamento, perché solo attraverso il contatto con il mondo degli spiriti buoni possiamo arrivare alla verità. Non c'è nessun altro modo. Per questo motivo,da nessuna parte nelle Scritture viene detto di andare dai ministri del culto per avere consiglio su proprie questioni, ma  viene sempre detto di chiedere a Dio e al Suo Santo Spirito.

Questo vale anche per il Nuovo Testamento. Al momento del suo congedo dalla terra, c'erano molte cose che Cristo aveva voluto comunque dire ai suoi seguaci e che essi ancora non avevano capito. Queste questioni, Lui li rassicurò, sarebbero state poi più pienamente spiegate loro successivamente, e comunque non da un qualsiasi essere umano, bensì attraverso gli spiriti di Dio, che Cristo avrebbe mandato loro come messaggeri della verità, e le cui azioni sarebbero state comprensibili attraverso i sensi umani.  "Vedrai gli spiriti di Dio salire e scendere". (Giovanni1:51).

 


Da Wikipedia leggiamo: "Padre François Brune è uno scrittore e religioso francese. È autore di numerose opere che riguardano la teologia, la spiritualità, la vita dopo la morte e il paranormale in rapporto alla fede cattolica". Aggiungo, per chi non lo sapesse già, che è autore di una delle opere più importanti e conosciute nel campo della comunicazione con l'Oltre, "I morti ci parlano", che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo. Ovviamente invito quanti di voi fossero interessati ad approfondire seriamente l'argomento a leggere questo libro, edito in Italia dalle Edizioni Mediterranee. Qui però il poco spazio mi costringere a riportarvi un breve estratto di questo libro, estratto in cui padre Brune tratta proprio della famosa "proibizione biblica" a contattare i cosiddetti morti.

"Non penso neanche che si possano in eterno confondere tutte le situazioni e attenersi ancora alla lettera agli antichi divieti del Vecchio Testamento. Infatti in questi figura ancora l'interdetto formale a realizzare immagini, sia profane, sia, a fortiori, religiose. I Protestanti, del resto, sono rimasti fedeli al secondo grado dell'antica proibizione ....Sembra anche che lo "Yahvè" dell'Antico testamento esigesse dagli ebrei il massacro di tutta la popolazione senza eccezioni, una volta entrati nella Terra Promessa. Allora smettiamola di impugnare qualche citazione isolandola dal contesto. Questi fenomeni esistono, sono fenomeni complessi e abbiamo il dovere di rifletterci sopra".

Vi invito inoltre a leggere in questo stesso sito un approfondimento su questo tema e sui precetti della Legge Mosaica che è riportata nelle Bibbia. Vi troverete inoltre l'opinione autorevole di un altro famoso sacerdote e teologo del Vaticano, padre Gino Concetti: cliccate qui


E' molto istruttivo leggere la straordinaria biografia di Padre Ulderico Magni e della sua sterminata opera nel sito www.graziemiodio.it. (cliccate sul titolo del sito).

Mi basti dirvi qui che Padre Ulderico Pasquale Magni è stata una figura grande ed insostituibile nel panorama della ricerca paranormale e nel campo della vita oltre la vita. Autore della teoria del corpo di luce che spiega in termini fisici la nostra immortalità, padre Magni ha lasciato a chi, come me, crede nella Chiesa cattolica e nella possibilità di poter comunicare con gli spiriti buoni del cielo e riceverne enorme beneficio spirituale, una grande speranza: quella che un giorno si comprenda l'errore interpretativo che sta alla base del divieto di comunicare coi morti e che tutti possano prendere atto di quello che per tanti è già una realtà evidente di per se stessa, ovvero che questi messaggi metafonici portano fede, speranza, una visione nuova della vita e sono capaci di trasmutare un cuore indurito dall'incredulità in un cuore pieno di amore e gratitudine per l'immenso dono della vita, anche nel dolore. Che, insomma, come Gesù ci insegna, si riconosca l'albero dai frutti, semplicemente e senza troppe astruserie teologiche. Credo che nel video che vi presento qui di seguito voi possiate apprezzare al meglio il pensiero e la dolcezza di questo grande sacerdote e grande uomo che ha da poco raggiunto la casa del Padre, quella casa di cui tanto ci ha insegnato.

 

 

 

 

 

 

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