Vincenzo è il giovane marito di Veronica, scomparso a 29 anni per un incidente - Nello è un soldato italiano, fuochista sulla nave Lampo, colpita ed affondata il 30 aprile del 1943, morto annegato - 27/05/2011

Vincenzo è il giovane marito di Veronica, morto in un incidente stradale a soli 29 anni, lasciando lei e un bimbo piccolo nella disperazione più cupa. A quanto Veronica mi ha scritto, loro due erano molto legati ed il loro era un grande amore, per cui davvero Veronica si è trovata a vivere un momento difficilissimo della sua vita, e il suo dolore si è, per forza di cose, riflesso anche sul bimbo. Spero davvero che le parole di incoraggiamento di Vincenzo la aiutino a ritrovare quella serenità necessaria per portare avanti il suo compito di mamma con più serenità e con la certezza che il suo Vincenzo le è accanto e la protegge.
Tempo fa mi scrisse Benedetta per chiedermi un contatto non per se stessa, bensì per una sua cara amica, cugina in quarto grado di questo giovane ragazzo morto durante la Seconda Guerra Mondiale nell'affondamento della nave Lampo sulla quale era fuochista. La famiglia non ha mai saputo se Nello morì nell'esplosione della nave causata dai bombardamenti nemici o per annegamento dopo essersi gettato in mare. Vedrete che lui stesso scioglie questo enigma e, con un racconto commovente, fatto di continui "flashback" di quei tragici momenti, ci dona un ritratto vivo e doloroso dei suoi ultimi attimi su questa terra. Non vi nascondo che il racconto di questo giovane soldato mi ha commossa fino alle lacrime, credo che non rimarrete indifferenti nemmeno voi. Riporto un breve brano tratto da Wikipedia, che alla voce "Nave Lampo", così riporta l'affondamento della nave:
" Il giorno 16 aprile 1941, alle ore 02.10 circa, a miglia 6,5 dalle secche di Kerkenah (golfo di Gabes, Tunisia) il Lampo con altri due CT (Tarigo e Baleno) scortava da Napoli a Tripoli un convoglio di cinque piroscafi. Il convoglio fu avvistato col radar da quattro CT inglesi che in piena sorpresa attaccarono al buio aprendo il fuoco. Nella mischia che ne seguì, i caccia italiani reagirono al fuoco come poterono. Il Lampo, al comando del Capitano di Corvetta E. Marano, in coda alla formazione potè sparare alcune salve e lanciare qualche siluro ma fu subito colpito nelle caldaie ed incendiato. Portato in bassi fondali sulle secche di Kerkenah ed allagati i depositi munizione affondò adagiandosi sul fondo".
A proposito di Seconda Guerra Mondiale, voglio rendervi partecipi degli incredibili sviluppi della vicenda di Ismano Sanguinetti (forse qualcuno fra i miei più "vecchi" lettori si ricorderà di lui), il partigiano che si era presentato nella mia seconda registrazione (potete leggere qui la sua storia e la registrazione). Non conoscevo affatto questo partigiano, e per me, poi, scoprire che effettivamente egli era davvero esistito, è stata una prova ulteriore che i messaggi che ricevo sono veritieri. All'epoca, spinta dal desiderio di verificare che la storia narratami da Ismano fosse vera, avevo chiesto informazioni all'ANPI di Massa Carrara che, gentilmente e con grande sollecitudine, mi aveva procurato delle informazioni su Ismano che corrispondevano in pieno al suo racconto. Mi ha, incredibilmente, scritto un suo parente, dopo quasi tre anni da quella registrazione che tanto mi aveva scosso e mi ha confermato che la figlia e la sorella di Ismano sono ancora vive ed hanno saputo del messaggio del loro parente. Leggete qui la lettera del sig. Giuseppe, inviatami ieri, 29 maggio 2011.

Si badi: Dio qui ispira tutti,....

VINCENZO

Mi assomiglia proprio!
E lei dire: è depresso, l'Oltre scorge,
lì padre va, sai, d'Oltre!
Ce n'è da aiutà Vera a far giù!
Sito, neh, lì vi procacciammo,
qui ce l'hanno guida in Cielo!
Aprì da nonna lì!
Ah, rientra qui sperando,
sei in braccia e vi spingo lì.
Carne via e abbracci Iddio,
ho il mezzo: strofa ha lì rosa stasera!
E mostrate i Dodici!
Da là cerca aiuto, mò stai qui.
C'è via, ora manda:
Croce, più tu vai là,
ci sta, ridi e vai!
Si badi: Dio qui ispira tutti,
prezzi non c'era, l'è vero, v'apre!
E mostra di lì,
sembro, neh, là che ti do!
Ve gela là confessare, lì?
Prende figlio il meglio da te!


NELLO

Riesco ancora il sapore.....
digli che notte era lì!
Si o no scoppi? E nostro si butta,
e dramma lo scopri in museo!
Metta lì: tentavo reggere noi.
Qua c'è via: perchè ce n'è e lo sappia!
Oh, ma albeggia, che farà Pina?
“C'è il sole, giuri qua”, si, dice Santo,
oh, non c'è più notte.
Poi bevo più onda e fa le sorti!
Era il tenente, ci fanno qui mettere.
Bella, qui nastro, su, ringrazi lì!
Oh, stacco me dà.
Coglievi, sbriga a entrà!
Oh, narra, dirà: cogliere disco,
ovunque dire.

E Imma a afferrà ci sarà,
voci qua abbassate
che è su, qui passerella va!
Veglieremo, suonai giù.


 

 

SPIEGAZIONE DEL TESTO

Parla del figlio, come prima cosa, Vincenzo, e dice che gli assomiglia proprio, con orgoglio di padre. Mi chiede di dire a sua moglie che il piccolo è un pò depresso (io non so quanti anni abbia, penso sia molto piccolo, e la depressione, in questo caso, è una forma diversa da quella che di solito conosciamo negli adulti, è più una chiusura in se stessi che i bambini adottano per reagire ad una situazione stressante esterna). L'Oltre "scorge", dice Vincenzo, ossia spia, e dunque egli conosce la condizione di suo figlio, è lui, proprio il padre, che va lì dall'Oltre e vede. Dice che ne deve fare di sforzi per aiutare Veronica (il cui nome abbrevia in Vera) a fare le cose quaggiù! Dice che dall'Aldilà hanno fatto in modo che Veronica venisse a conoscere il sito tramite il quale ha potuto ricevere un suo messaggio,e conferma che la mia guida è una guida davvero celeste. Chiede di aprire questa realtà che ora le è dato conoscere anche ad una "nonna" (non so se si riferisca a sua mamma o a sua suocera, spero di aver compreso bene). Le chiede di ritornare a registrare anche da sola, con speranza, lui la rassicura dicendole che la tiene fra le braccia e la spinge ad andare avanti. Appena si lascia la carne, quando si muore, si può "abbracciare" Iddio, ci dice Vincenzo, facendo coì capire che egli lo ha fatto, lo ha potuto "percepire" dentro di sè. Ora che ha la possibilità di entrare nel "mezzo", nel registratore, le dona una strofa "rosa", romantica, piena di amore. Ci chiede di mostrare a tutti l'esempio dei dodici apostoli che hanno seguito Gesù fino alla morte, senza mai dubitare di Lui. Chiede a Veronica di cercare pure un aiuto spirituale, ma di restare con la mente "lassù", nella certezza che Vincenzo e tutti i nostri cari sono vivi. C'è una via giusta da percorrere e ora lui la manda, la dice: è la Croce, Gesù ed il Suo sacrificio, le chiede di rivolgersi di più a Lui che "ci sta", ossia esiste davvero, per cui ella può ridere di gioia ed andare avanti con questa splendida consapevolezza. Si tenga presente che Dio ispira tutti, poi sta alla libertà di ognuno di noi seguirLo o rifiutarLo. Non c'era alcun prezzo da pagare per avere questi messaggi dal Cielo, Egli apre questa porta a tutti gratuitamente. Le dice di mostrare a tutti lo stupore che Vincenzo ha nel constatare che gli sembra di essere davvero là vicino a lei mentre le dà questo messaggio. In chiusura chiede a tutti noi se per caso ci "gela" confessarci: vuole dirci che ci si confessa poco e che dovremmo farlo di più. Saluta Veronica con un magnifico complimento: dice che il bimbo sta prendendo il meglio da lei (e se questo non è amore.....)
Nello ci porta subito in argomento: dice che riesce ancora a sentire il sapore (probabilmente l'acqua del mare) che ha accompagnato i suoi ultimi momenti. Mi chiede di dire alla sua cugina che era notte quando è accaduto, era buio. Ed ecco che ci porta nel vivo della scena: i soldati sembrano sorpresi, si chiedono se ci sono o no davvero degli scoppi sulla nave, e quando ha capito che erano davvero scoppi quelli che sentivano, egli si è buttato in mare cercando una via di scampo, così il dramma che poi egli ha vissuto, oggi lo si può trovare descritto in un museo (esistono tanti musei dedicati alla Seconda Guerra Mondiale e nei quali si possono leggere storie come quella di Nello). Tentava di reggersi aggrappato a qualcosa. Dice che questa della metafonia è una via per parlare con loro ma che poi ce ne sono altre, e vuole che lei lo sappia. Dopo ore passate in mare, alla deriva, Nello dice che albeggiava già, e lui pensa a cosa starà facendo Pina (o Dina, non capisco chiaramente, forse una sua fidanzata, chissà!) in quel momento, e questo pensiero quasi "normale" in un momento simile pare voglia esprimere la voglia di fuggire col pensiero da quella tragica situazione. Interviene Sant'Erasmo per spezzare la tragicità della narrazione e gli chiede di raccontare, giurando, che ora, là dove si trova, c'è il sole. Nello conferma dicendo che lì dove si trova non c'è più la notte, non è mai buio. Poi ha cominciato a bere, stanco di reggersi e combattere, e così si è compiuto il suo destino, egli è morto annegato. C'era anche un tenente di sua conoscenza in quel momento del trapasso (probabilmente egli lo vede in spirito subito dopo la morte) e, dice, li fanno mettere subito lì dove si trovano ora, nella Luce. Rivolgendosi a sua cugina le chiede di ringraziare per aver ricevuto questo messaggio, questo "nastro". Sant'Erasmo gli fa cenno che sta per finire la registrazione e lui invita la sua parente a cogliere il senso del messaggio e le chiede di sbrigarsi ad "entrare" anche lei lassù per comunicare. Le chiede, inoltre, di raccontare di questa esperienza, di farlo ovunque. Dice che, quando moriremo, ci sarà Imma (l'Immacolata) ad afferrarci se la pregheremo e, aprendoci uno squarcio su ciò che sta vedendo in questo momento, ci chiede di abbassare la voce in segno di rispetto (ed anche lui pare abbassare la voce sussurrando la parola "abbassate"), perchè sta passando, appunto, Maria sopra di lui. Chiude dicendo a sua cugina che di lassù veglieranno, e di ciò l'ha avvertita.

COMMENTO

Ho trovato le parole di Vincenzo davvero straordinarie e piene di amore, di vicinanza, di strenuo incoraggiamento verso la moglie ancora tanto addolorata dalla sua "perdita". Perdita che, sia chiaro, è solo momentanea, terrena, la vera vita lui la sta vivendo lassù e aspetta, un giono, di riunirsi ai suoi cari che sperimentano ancora l'esperienza terrena. Quante volte ci dicono queste cose! Non si stancano mai di invitarci a non considerare solo questa vita terrena, a non considerare la morte come la fine di tutto ed il male assoluto, essa è un atto che fa parte già della vita qui, un semplice passaggio ad altro, ed è solo a noi ciechi esseri terreni, incapaci di fede, che essa appare solo col suo volto terribile e mostruoso. Ci sono le famose lezioni da imparare da tutto ciò che ci accade, lezioni che ci fanno evolvere anche se non ce ne rendiamo conto, e Vincenzo testimonia proprio questo, con grande amore e tenerezza verso la sua Veronica. Spero davvero che questo messaggio la possa aiutare a trovare un pò più di serenità. Per quanto riguarda Nello, prima di tutto vorrei fare un'osservazione: è un caso che due episodi riguardanti la Seconda Guerra Mondiale (quello di Ismano e quello di Nello) si siano manifestati insieme, nello stesso momento? Chissà. Fatto sta che la lettera inviatami dal parente di Ismano è davvero incredibile per me, mi chiedo come abbiano fatto a sapere di quella comunicazione metafonica: ma come mi ha detto una volta Sant'Erasmo "il cuor ben sa: ricama il Re!", intendendo che tutti noi sappiamo in fondo al nostro cuore che il Signore ricama il disegno intrecciato dei nostri destini e ha fatto in modo che qualcuno della famiglia di Ismano venisse a sapere di quella comunicazione che tanto mi aveva stupito. Trovo il racconto di Nello straordinario. Vibrante, commovente, vero, ha saputo trasmetterci tutto il "pathos", lo smarrimento, la paura di un giovane uomo ingoiato in un attimo dalla cieca guerra, stupida, folle, innaturale guerra. Quando passiamo dinanzi ad un sacrario, di qualunque guerra, ricordiamoci sempre che quelle liste di nomi incisi nel marmo o nel bronzo sono stati uomini come noi, cancellati dall'umana stupidità, ed innalziamo a loro una preghiera sincera, ringraziandoli per quello che ancora ci insegnano col silenzio invincibile delle loro tombe.

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